Atmosphere

ATMOSPHERE: Alpha_Monk Nr.004

By 15/11/2016 Novembre 14th, 2018 No Comments

Italiano di nascita e tedesco di adozione, Alpha_Monk realizza un podcast per UGO dalle sonorità minimal e ambient. Il suo è un percorso musicale che tocca tutti i capitoli della storia della musica elettronica, dagli albori aleatori à la John Cage, fino alle atmosfere distese di Jan Jelinek. Un set ideale per una pausa di qualità. 

Si racconta così a UGO.

Da dove proviene il nome Alpha_Monk?

Beh, Monk è un chiaro riferimento a Thelonious Monk. Sono un grande appassionato di jazz, lui è uno dei miei musicisti preferiti. Alpha proviene invece da un periodo in cui ascoltavo i binaural beats. Sono suoni che si dice alterino il ritmo alfa dell’encefalo e stimolino alla creatività e al rilassamento della mente.

Come ti sei avvicinato alla musica?

All’età di 15 anni ho cominciato a cantare e suonare in band blues, per poi approfondire da autodidatta la musica elettronica, passando per la musica classica contemporanea e il minimalismo degli anni Settanta. E ora mi ritrovo con una collezione di dischi che cresce sempre di più e che oggi ho voglia di condividere con voi.

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Quali artisti hanno ispirato di più il tuo percorso e com’è cambiato il tuo gusto nel corso degli anni?

Soprattutto i grandi del blues, John Lee Hooker, Buddy Guy, chiaramente Hendrix. Poi è arrivato il momento del funk con James Brown. A Berlino ho cominciato a frequentare la musica elettronica, che mi ha portato a scoprirne le origini, da John Cage a Karlheinz Stockhausen, fino al minimalismo di Philip Glass.

I primi tre album che ti vengono in mente?

Brian Eno – Ambient 1 (Music for Airports)

Roberto Cacciapaglia – Sei note in logica

DJ Krush & Toshinori Kondo – Ki-Oku

Come vuoi salutare i lettori di UGO?

Con un ultimo brano. Bogdan Raczynski – Samurai Math Beats.

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