Atmosphere

Atmosphere: Api Nr.002

By 18/10/2016 Novembre 14th, 2018 No Comments

I frequentatori dell’Abstract di Brescia, lo conoscono come Api. Angelo Apicella è un dj che esplora sonorità minimal, broken beat e IDM. È suo il podcast di questa settimana. Attento collezionista di vinili, la sua è una ricerca che conduce nei meandri della musica elettronica.

Ma lasciamo che sia lui a raccontarsi.

Quali artisti hanno influenzato il tuo percorso?

L’artista che sicuramente mi ha ispirato di più è il mio amico a.p.prods. Ma per parlare di lui bisogna fare un salto indietro. L’Abstract era un party della scena bresciana underground. I dj che vi suonavano sono amici di lunga data. Tutti loro, in diversi modi, fanno parte del mio background musicale. Tra questi a.p.prods è quello a cui devo la mia passione per il diggin’ compulsivo. Un altro dj che considero come punto di riferimento è Francesco Del Garda. Non saprei cosa dire su di lui, i suoi set parlano da soli.

A quali progetti stai lavorando ultimamente?

Al momento faccio parte di un gruppo di dj, tra cui ci sono gli SP21, anche loro grandi collezionisti di vinili, con cui progettiamo diverse serate. In cantiere ci sarebbe anche l’idea di aprire un’etichetta. C’è un mondo di cose che vorrei fare. Ogni cosa a suo tempo. Quindi per il momento penso a comprare dischi, dischi e ancora dischi. Poi si vedrà.

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Quali club o locali definiresti come casa?

Beh, il Disco Volante di Brescia lo è stato per molto tempo. È lì che si organizzavano i party Abstract che mi hanno appassionato alla musica elettronica.

Ricordi il momento preciso in cui hai deciso di metterti dietro alla console?

Il momento in cui ho pensato di fare il dj lo ricordo come fosse ieri. Ero a Dublino, la serata si chiamava Motivus, e guarda un po’, ci suonava a.p.prods! È li che ho pensato, “Beh, perché non provarci?!”. E credetemi, stare dietro la console è una gran bella sensazione.

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Com’è cambiato il tuo gusto nel corso degli anni?

Chiaramente sono partito dalla più comune tech-house. In fondo è il genere di musica elettronica in cui è più facile imbattersi nei club. Le prime volte che andavo a ballare non davo molto peso alla musica. Poi però, è stato come naturale che mi sono ritrovato a spulciare tra dischi che non fossero più solo la semplice, monotona e ripetitiva tech-house. Mi sono imbattuto allora nella house più old school, passando per la techno degli anni Novanta, fino a sonorità broken beat e abstract IDM. Insomma, sono sempre alla ricerca di nuove sonorità.

Ultima domanda. Due dischi che non mancano mai nella tua borsa?

Uno è Rewind1, del mio amico Kashawar, pubblicato nel Third Ep della Black Puddle Productions.

Il secondo è Der Klettermax uscito sotto la Source Records nel 1998. Forse uno dei primi vinili che ho comprato.

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