Atmosphere

Atmosphere: Ina Ynoki Nr.003

By 03/11/2016 Novembre 14th, 2018 No Comments

Romano, classe 1967, Ina Ynoki racconta di sé e del suo percorso, dei suoi inizi come bassista e batterista in storiche band punk hardcore di Roma, fino all’ultima release per Dromoscope Editions, Himmelsmechanik (2016). Questo è il suo live set realizzato per UGO. Un viaggio tra loop e suoni sotterranei ma allo stesso tempo eterei, che Ina Ynoki ottiene attraverso mangianastri e una manciata di effetti lo-fi.

Come ti sei avvicinato alla musica?

Come molti, durante l’adolescenza. Per oltre venticinque anni ho suonato il basso e la batteria in varie band della scena hardcore punk di Roma. I Bloody Riot, ad esempio, li avrete certamente sentiti nominare. Insomma, da sempre la musica è la mia compagna più fedele.

Quali artisti ti hanno ispirato di più?

Sicuramente artisti della scena punk come i Dead Kennedys, ma anche quelli della scena new wave dark come i Bauhaus. È impossibile ridurre a pochi nomi tutta la musica che ho ascoltato e che mi ha influenzato in questi anni.

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Com’è cambiato il tuo gusto nel corso degli anni?

Mi piace pensare che non sia cambiato, ma che sia evoluto. Mi sembra di aver allargato i miei orizzonti musicali – ma quando è il momento giusto ascolto ancora il punk come quando avevo 13 anni!

Ricordi un momento nel tuo percorso musicale in cui hai deciso di ricorrere a questo setup?

La verità? Ho deciso di ricorrere a questo setup completamente analogico perché suonando con il computer mi sembrava di prendere in giro le persone. Inoltre, è per un bisogno irrefrenabile di muovermi, quando suono dal vivo, per avere un coinvolgimento totale. Quando si dice: anima e corpo.

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Da produttore, come prendono vita le tue tracce: un sample, un synth, un effetto, un beat?

Non mi considero un produttore di musica, ma un produttore di sensazioni. Mi piace allora mettermi sulle macchine e improvvisare in musica quello che sento in un determinato momento. Improvviso, estemporaneo, sempre profondamente personale.

Quale tra i tuoi live ti piace ricordare?

Ogni live che ho fatto è stata un’esperienza unica e diversa. La mia risposta è quindi: tutti! Anche i live andati male servono per capire cosa non va e come migliorarsi. Ogni esperienza, bella o brutta che sia, arricchisce il mio bagaglio musicale. È sempre stato così, lo è tuttora.

A quali progetti stai lavorando e quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

In questo momento sto lavorando alla creazione di nuovi samples che mi diano nuova ispirazione. Inoltre, suono la batteria in una band i Pale Rabbits con i quali a breve registrerò una demo e inizieremo a solcare i palchi di Berlino. Perché sì, ho bisogno anche di suonare con una band, fa parte del mio DNA. Cos’altro. Ah, sto aprendo un negozio di dischi a Roma. Si chiamerà Not Perfect, dove si venderanno vinili usati a prezzi abbordabili, così da rimettere in circolo dischi che vengono da Berlino e che a Roma hanno prezzi esorbitanti e inaccessibili. Aprirà verso metà ottobre. La musica è cultura e a Roma sono rimasti solo cinque negozi di dischi. No comment!

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Spero di non avervi annoiato. Preferisco che ascoltiate la mia musica piuttosto che le mie parole.

Ina Ynoki

 

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