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Atmosphere

Atmosphere: Rufus NR.008

By 31/01/2017 Novembre 14th, 2018 No Comments

Niccolò Rufo, in arte Rufus, a tutt’oggi è uno dei più brillanti e innovativi dj della scena elettronica italiana. La sua incessante ricerca dalla old school, fino alle più recenti espressioni della dance music, ha ispirato numerosi artisti italiani che gravitano attorno alla Bosconi Records della scena fiorentina. Dai suoi dj set traspare un’idea di musica sempre fresca e di larghe vedute, che risuona di vibrazioni funky, downbeat, garage-house deep, jackin house (e perché no? il tutto condito con un po’ di sana detroit techno). Dopo essersi trasferito a Berlino, senza abbandonare la sua collaborazione come A&R per la Bosconi Records, si è dedicato anima e corpo alla produzione in studio, prendendo parte al gruppo Tru West per Marmo Music (insieme a Mass Prod e Herve Corti) e ai Nightdrivers con il fedele Mass Prod all’insegna della big room house e techno. Insomma, si è fatto subito notare, e da qui sono cominciate presto numerose esibizioni d’alto profilo, tra cui non passano inosservati i suoi set al Panorama Bar, Watergate, Tresor, Tenax, Propaganda Moscow, Circoloco in occasione del DEMF festival di Detroit e al Melt di Londra.

Come ti sei avvicinato alla musica?

Mi sono avvicinato alla musica tramite la mia famiglia, mio padre appassionato di classica suonava flauto ed oboe e ogni tanto organizzava qualche cena-concerto a casa nostra con i suoi amici musicisti. Anche a mia madre è sempre piaciuta la classica, ma è grazie a lei che ho scoperto i Beatles e i classici cantautori italiani e stranieri degli anni 60; le mie tre sorelle maggiori, soprattutto Alessandra, mi hanno educato al soul, al rock e alla new wave degli anni 80 in cui sono cresciuto. Nel corso degli anni inoltre l’incontro e l’amicizia con alcune preziose ed su di me influenti persone è stato fondamentale per la mia formazione musicale. Ho avuto la fortuna di essere portato ai concerti di classica e all’opera sin da piccolo, con mia sorella andai a vedere i Pink Floyd a 12 anni e mio zio, giornalista musicale, finché non è andato in pensione, è sempre riuscito a procurarmi biglietti per qualsiasi evento live o festival sul territorio italiano, dal rock all’elettronica. Da bambino ho studiato violino e pianoforte, adolescente il basso, il tutto con scarsi risultati dovuti alla mia rinomata pigrizia, al che ho deciso di studiare canto riuscendo a fare esperienza in alcune band liceali della mia città, Firenze. Ho sempre collezionato e divorato tutti i tipi di musica sin da quando c’erano le cassette.

Quali artisti hanno ispirato di più il tuo percorso e com’è cambiato il tuo gusto nel corso degli anni?

Tralasciando ahimè gli importantissimi anni a cavallo del periodo liceale (per cui non finirebbero mai le citazioni, ma scelgo di non tediarvi), per quanto riguarda l’aspetto dj-istico e del diggin degli ultimi 15 anni, amici come Michele Alunni, Simone Fabbroni, Liam J Nabb, Fabio Della Torre, Martino “MassProd”, Kostas “Ekkohaus” e Matteo Tagliavini sono state delle vere e proprie influenze per me. Vivere e conoscere la musica “under the influence” di chi ti sta attorno è nel mio caso uno “state of mind” essenziale, si apprende e si conosce da chiunque sempre e senza distinzioni di gusto e genere. Tra i dj storici più famosi invece potrei citare Richie Hawtin prima del ciuffo biondo (folgorante il suo set al Sonar 2002 per la presentazione del secondo DE9), Daniel Bell e Zip come house dj ma soprattutto Sir Andrew Weatherall (indimenticabili le sue Haywire Sessions quando vivevo a Londra), vero collezionista a 360 gradi, eclettico e attento alle novità, proprio come piace essere a me. Tra i contemporanei trovo interessanti come dj coloro che ruotano intorno alle etichette Sex Tags, SlowLife e Sleepers. Se da collezionista e ascoltatore nei primi anni masticavo principalmente il Trip Hop di etichette come Ninja Tune o Mo Wax, Drum’n’Bass o IDM di provenienza Warp, Rephlex e Skam, da quando ho iniziato a mettere dischi in pubblico ho cambiato più stili cercando sempre di anticipare i tempi invece di cavalcare un’onda, passando dagli inizi micro house e minimal techno dei primi 2000 fino al ritorno dell’oldschool, della disco o del funky quando ero resident dei club Exmud e Doris a Firenze. Il periodo vissuto a Berlino è stato come un rimescolamento di carte, un ritorno al passato, di riscoperte ma anche di grandi evoluzioni artistiche, unito a nuove esperienze emozionali piu’ introspettive e cervellotiche tipiche di chi vive nella capitale tedesca. Penso di essere diventato più selettivo dall’alto dei miei 35 anni di età, ma rimango sempre un bulimico di musica.

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A quali progetti stai lavorando e quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

L’obbiettivo principale è quello di collegare nuovamente le macchine nel mio nuovo studio di Milano e rimettermi a produrre qualcosa di nuovo, dato che sono fermo da circa 9 mesi causa turbolenti spostamenti di casa/studio e tormenti vari legati al periodo di transizione e cambio di residenza da Berlino all’Italia. Oltre al mio progetto solista per cui sono usciti 2 dischi nell’ultimo anno, uno su Bosconi e un altro sulla francese Basse Resolution, più una traccia nel VA dei lionesi Lumbago, proseguono i progetti Nightdrivers con il fido Mass Prod, la cui prossima uscita sarà a Febbraio 2017 sulla giapponese Holic Trax con “A Funny Thang EP”, con il collettivo Tru West che vedrà in primavera, dopo un’attesa di 3 anni, sbocciare un nuovo disco sempre su Marmo Music contenente due remix a cura di Herva e Marcello Napoletano ed infine la realizzazione di un EP di quattro tracce su Bosconi Records come “Bosconi Soundsystem” insieme a Fabio e Martino che vedrà la luce, si spera, poco prima dell’estate.

Quali club definiresti come casa? E in quali ti piacerebbe suonare?

Nel periodo berlinese ho avuto occasione di suonare in posti eccelsi come Panorama Bar, Tresor e Watergate, ma niente è come suonare per 20 ore consecutive rinchiuso in quella console, soprattutto se pieno e con il sole che splende, al Club der Visionaere. Mi piacerebbe suonare in un posto ideale dove si respira libertà e pace in aperta campagna tra gli ulivi o su un’isola del mediterraneo in una location con vista sul mare, infinite ore e giorni circondato da persone con le quali mi sento spiritualmente e umanamente connesso.

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I tre dischi che non mancano mai nella tua borsa.

A volte, quando tocca menare…

The Raw Interpreter – A One ( Warm Sounds )

Wolf N Flow – I’m Feelin Moody ( Moody Recordings )

Nightdrivers – Funkylights ( Nightdrivers002 )

Qualcos’altro che ti va di aggiungere?

Grazie Ugo e Mattia.

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