Era un capodanno di un paio di anni fa e all’urlo di “non è vero ma ci credo” decido che era il momento di dar credito alle varie credenze popolari: intimo rosso e l’ancor più importante per un’accanita superstiziosa come me “chi non scopa a capodanno non scopa per tutto l’anno“.

Mi sveglio il 31 con l’entusiasmo di un padre che accompagna sua figlia allo spettacolo delle Winx e frugo in tutti i cassetti in cerca di biancheria rossa. Zero.

Ah no, eccoli!

Un paio di slip terribili di mia madre. Vabbe’ sono rossi, che botta di culo. Decido di accontentarmi.

Arriva la sera. Festa a casa di una mia vecchia amica, un paio di amici. Più alcolici che amici. Prendo per il collo la prima bottiglia che vedo, mi guardo intorno e annego le poche speranze che mi sono rimaste nella mia notte di passione: tre persone tristi che parlano di vinili e degli Smiths sul divano, la coppia di poracci di turno che torna a casa presto e si porta via gli avanzi di quello che ha portato per cena, quello con gli occhiali a forma di 2000tot che crede di essere simpatico e quello che gira su Canale 5 per fare il countdown con Carlo Conti e la Marona Venier.

Non so se è stato l’alcol o la disperazione, o la delusione, che me lo fece notare: eccolo. Il cugino della padrona di casa. Nulla di esaltante, carino. Uno di quelli antipatici e altezzosi, con la barba da hipster, di quelli che sembrano pescatori, ma misteriosi. Artistoidi che se la sentono. Insomma, era il meno peggio, così ho scelto lui, convinta che dalla sua performance sarebbe dipesa tutta la mia vita sessuale per l’intero anno a venire.

3, 2, 1,

BUON ANNO! Approfitto del brindisi e dello scambio di baci umidicci sulle guance per avvicinarlo. Mi sorride. Io sono già sbronza e mi sembra sempre più bello. Decidiamo tutti insieme di andare a ballare in un locale 200 metri più in là.

Vuoto

di memoria.

Di persone.

Di tutto.

Riprendo coscienza in un pianerottolo che non conosco. Sono a terra e gattono. E rido ma non so perché. Qualcuno mi prende e mi solleva.

È lui.

Ora andiamo a letto bimba.

…BIMBA? Avevo già dei dubbi su te come uomo con quella barba e quel maglione che ostenta solamente zecche e scabbia, ma adesso stai esagerando.

Ormai sono qui, sono una fatalista e mi dico che sarà il destino. Mi abbandono e mi sento cadere su un materasso durissimo, la testa mi rimbalza e sento un conato potentissimo. Non ci penso neanche a vomitare adesso, ora che si sta avverando la profezia. Solo a quel punto mi ricordo delle mutande orribili che ho addosso, muoio dalla vergogna ma mi lascio trasportare. Me le sto togliendo e… BOOM! Record mondiale! 1 secondo di rapporto. Manco ho avuto il tempo di sfilarmi gli slip fino alle caviglie che mi trovo in un lago di sperma. Un’infilata è bastata. Ero indecisa: dovevo sentirmi incredibilmente bellissima o incredibilmente imbarazzata? Decisi di sentirmi incredibilmente stupida ad aver fatto di tutto per un rapporto così inutile, vivendo i 30 giorni dopo con la paranoia di esser rimasta incinta dell’hipster più veloce del west.

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