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Breve storia di Aphex Twin in the mix

Richard D James prima ancora di essere Aphex Twin era un prodigio, produceva canzoni nella sua cameretta in Cornovaglia già a 12 anni, inoltre, ci sono innumerevoli storie dei suoi sintetizzatori costruiti da zero durante l’adolescenza che avrebbe poi usato nei suoi primi set.

AFX è diventato un’icona, partito dall’acid house dei rave party, ha battuto gran parte dei terreni dell’elettronica “intelligent” anni 90, dimostrandosi figura fondamentale per la nascita e lo sviluppo di svariati generi, dall’ambient-techno alla drum’n’bass, condendo il tutto con numerosi richiami vintage.

“Syro”, l’album del 2014, il primo pubblicato dopo otto anni, ha vinto un US Grammy per il miglior album elettronico, un premio che meritava. Quasi tutti i dance producer arrivati dopo Syro citano AFX come influenza massiva del loro lavoro, infatti i DJ set tributo abbondano online.

Non c’è da stupirsi dal fatto che James, sotto vari pseudonimi, abbia introdotto alla critica la dance music autoprodotta in tante direzioni più di chiunque altro. Questo include i suoi outtakes, 269 dei quali caricati su SoundCloud, sotto vari alias, partendo dal 2015, poco tempo dopo aver rilasciato Syro. Può essere individuata l’intera cache su Internet Archive – cercando “user18081971” (data del compleanno di James).

Detto questo una cosa è ascoltare un album di James, un’altra invece è sentire Aphex che suona dal vivo.

I suoi set sono ricordati come storici, per la loro intramontabile musicalità e la loro contemporaneità.
Un’altra cosa di rilievo è il numero di ascolti che hanni i pezzi di Aphex registrati dal pubblico in live. Questo è il caso del Live al Limelight NYC Mid del 1999 (caricato gennaio 2019), nonostante l’incerta origine il brano è facilmente ascoltabile e questa nube di mistero è un valore aggiunto. La sua tracklist urla 1993 (anche se nel ’94 uscì “Word To the Wise” di Dave Clarke, probabile che Aphex avesse una copia promozionale). I classici di Phuture, LFO, Green Velvet e Cylob vanno a braccetto con i remix di Aphex di Meat Beat Manifesto e Mescalinum United.

E’ quasi impossibile pensare che James accettasse le offerte per i set in b2b nell’era del live streaming, ma verso la fine dei ’90 e l’inizio degli anni 2000, ha fatto coppia fissa con Luke Vibert.

Il set più diffuso di questo periodo è il loro set radio per KNDD 107.7 FM, Seattle (settembre ’97), un’intrigante giro attraverso le nuove acquisizioni, che includevano poi un assaggio della prima musica elettronica di Tod Dockstader e Joe Meek’s Tornados, così come i primi dischi Newyorkesi degli anni ’80 di Tom Tom Club e Liquid Liquid, il secondo dei quali aveva appena ristampato la sua discografia in America con l’etichetta Grand Royal dei Bestle Boys.

Il fatto di essere uno degli ospiti di punta dei Festival è ormai constatato nella carriera di Aphex, non da meno la sua apparizione al Texas’s Day For Night del dicembre 2016. Qui una registrazione amatoriale fatta da uno spettatore con il proprio cellulare e poi caricata su Sound Cloud ha avuto un successo sensazionale. James diffonde rapidamente 50 tracce in due ore: il flusso è in continuo cambiamento, l’intera traccia si sviluppa in velocità e in intensità e si conclude con un po’ di gabber. Otto tracce son le sue, incluse due da user18081971, ma altrettanto significative sono le quattro tracce di Jlin, il geniale Gary, produttore di psychedelic dell’Indiana. Sembrava una specie di staffetta: i dischi di Jlin mostrano un coraggio creativo come mai nessun altro prima, beh, di Aphex Twin.

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