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Dal letto ai sogni nel cassetto

By 23/03/2016 Novembre 14th, 2018 No Comments

Un laptop, delle cuffie di buona qualità, un programma per creare musica: è tutto il materiale che serve per diventare un “Bedroom Producer”.

Se tempo fa, per creare musica elettronica serviva un investimento non indifferente per una buona strumentazione, con la facilità nel reperire i programmi musicali (Ableton, FL Studio, Cubase, Reason, etc…) ed il moltiplicarsi dei tutorial online, chiunque abbia un minimo di orecchio può gestire e guidare l’intero processo di creazione di una canzone.

Con l’ascesa negli ultimi anni della musica elettronica (EDM), si sono moltiplicati i produttori di musica che agiscono nell’ombra, i cui lavori sono indirizzati ad un pubblico spesso di nicchia, se non ai soli amici.
deadmau5, Zedd, Disclosure, Marshmellow, sono tutti nomi di grossi produttori che sono partiti da piccoli studi nelle loro camere per finire a cavalcare i palchi dei più grandi eventi musicali.

Il processo è semplice: trovata una melodia, ci si muove con vari strumenti come “VST” (sigla che sta per Virtual Studio Technology, ovvero sintetizzatori software ed effetti audio che sostituiscono le controparti fisiche) e “Sample” (“Loop”, campioni pre-registrati, come, ad esempio, dei giri di batteria o degli accordi di synth) per “costruire” la canzone. Una bella sistemata ai volumi e la canzone è pronta per essere condivisa su Soundcloud o Reddit.

Sono infatti svariati, nella rete, i luoghi di incontro per Bedroom Producer, dove condividere le proprie produzioni, scambiare qualche consiglio su come effettuare le prossime o come diffondere al meglio i propri lavori, nella speranza di trovarli pubblicati sotto qualche etichetta.
E le etichette stesse vengono spesso incontro a questi produttori (famosa a questo proposito la Spinnin’ Records), che, tramite contest e poll, muovono un grosso lavoro di scouting alla ricerca di talenti da promuovere, alimentando la fiamma del sogno.

Molte critiche sono state mosse nei riguardi del fenomeno per via della semplicità che contraddistingue il fenomeno. Produttori come i Daft Punk integrano spesso nelle loro tracce strumenti suonati live, avvicinandosi a qualcosa di più canonico; mentre artisti come Skrillex o Martin Garrix vengono spesso citati con accezione negativa per il loro lavoro prettamente elettronico che spesso porta altri artisti ad una mancanza di originalità, creando il mito per cui le produzioni elettroniche “suonano tutte uguali”.
Trovare il proprio stile e svilupparlo richiede tempo e pratica. Alcuni artisti impiegano anni a trovare la propria identità musicale, e la sola richiesta di utilizzo di un computer non giustifica la scarsità di conoscenze musicali che troppo spesso contraddistingue questi produttori.

Diventare un “Bedroom Producer” è, in conclusione, il modo migliore per iniziare a sperimentare con il suono arrivando ad ottimi risultati nella maniera più low budget possibile. Chiaro è che, per quanto la facilità nell’improvvisarsi produttori musicali sia elevata, non vuol dire che si diventi Aphex Twin da un giorno all’altro.

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