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GGGG

“domani pulisco io”

By 22/12/2016 Novembre 14th, 2018 No Comments

Vi ho già raccontato di quella volta che ho quasi provocato un infarto lancinante a un mio ex, vero? 

Ma non vi ho mai raccontato di quando la vittima di un malore è stata la sottoscritta.

Questa è una storia che si riassume in: sei giovane? Vuoi far la figa? Vuoi fumarti gli spinelloni di droga?

Ecco, attenta che crepi.

Erano anni e anni fa, avevo 19 anni e ai tempi il mio primo fidanzato serio si era trasferito a Milano per studiare. 

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Stavamo insieme già da 3 anni ai tempi ma la lontananza stava incrinando il rapporto, ma soprattutto Milano lo stava cambiando. È sempre stato un ragazzo affettuoso e gentile ma Milano l’aveva trasformato in un drogato pazzerello, e io, scema e ingenua quanto ero e sono, per amore lo seguivo con in mano bibitoni a base dei peggiori alcolici venduti all’Auchan e in tasca deche e deche da vendere agli sballatini in Colonne. Dopo mesi a rifiutare, dopo mesi a veder gente cadere dal ridere e io con la solita espressione schifata in faccia mi accesi la prima canna. 

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Buttai giù a dosi massicce, nemmeno fumavo sigarette ai tempi, quella sera passai più tempo a tossire che a parlare. Finite le pessime bottiglie decidemmo di andare a ballare. Come al solito i mix esplosivi (per una diciannovenne, intendiamoci) sono la mia passione, come la tendenza all’autodistruzione per sentirmi più parte del gruppo. 

Balliamo e beviamo e fumiamo, e io vinco il premio “barcollo ma non mollo”.

Fino a una certa. L’ora non era neanche troppo tarda, ma inizio a perdere i sensi. Chiamiamo un taxi e torniamo a casa.

Arrivata a casa mi butto vestita sul letto, e mi addormento.

Non so quanto è passato, credo pochi minuti, ma mi risveglio nuda con il mio ex ragazzo sopra. La situazione poteva essere eccitante solo per un necrofilo. Ma si sa, quando ci si vede due giorni a settimana si fa quel che si può.

Lo avverto del mio malessere e che sarei stata una stella marina per tutto il rapporto, ma a lui sembra fregare poco.

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Mi ricordo ancora la mia impossibilità di muovermi e la non voglia nemmeno di spingermi più in là della testata del letto nonostante le crapate a ritmo serrato che stavo prendendo.

Inizio a sentirmi la bocca schiumare e un acido che mi sale fino in gola.

Ero così in aria che sentivo che stavo per vomitare e che mi sarebbe tornato tutto giù e che sarei morta soffocata. Parte il ripiglio all’ultimissimo secondo, troppo tardi anche per girare la testa. Gli vomito tutto l’aperitivo marcio del peggior bar di Lambrate sul petto. 

Fortuna che lui mi amava davvero. Si mise a ridere, dopodiché facemmo la doccia insieme.

È uno dei ricordi più carini che ho con lui, e lo ringrazio perché nonostante questo mi vuole ancora bene. Ma capii che potevo esser simpatica anche sobria e non mi avvicinai più alla dröga, mai mai più. Mai e poi mai più. 

original(Ahahaha, scherzo.)