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Gara di resistenza

By 03/02/2016 Ottobre 10th, 2018 No Comments

Fine degli esami universitari. Quale migliore occasione per uscire a festeggiare come se non ci fosse un domani?! Scrivo subito a tutte le mie amiche proponendo di andare a ballare… ho preparato un sacco di esami, per una sera spero mi accontentino. Niente: come al solito tutte nonne e nessuna ne ha voglia. “Ma organizziamo una cena tranquilla… Ma l’importante è stare insieme… Ma io preferisco bere del buon vino a tavola…” Ma sti gran cazzi! Alla fine le convinco e riusciamo finalmente ad andare in discoteca.

Arriviamo verso l’una e mezza e il posto inizia già a riempirsi di gente e cocktail annacquati, quindi ordiniamo subito da bere. Scegliamo qualcosa di semplice e conosciamo il barista, per cui il bicchiere di Vodka Lemon è quasi tutto alcolico. La serata non sembra iniziare male e le mie amiche pare si stiano anche divertendo – menomale che non volevate venire brutte stronze.

Mi sento chiamare, mi giro: alcune amiche del liceo. Una vita che non le vedo, qualcuna è pure andata a convivere e io faccio ancora fatica a trovare le coppie di calzini nel cassetto. Ad ogni modo, ci mettiamo a chiacchierare, tanto che perdo le mie amiche, quasi senza rendermene conto.

A un certo punto casino nel locale.

Tutti impazziti.

Chi ride.

Chi urla.

Chi si fa spazio.

Chi spinge per vedere meglio.

Il buttafuori sta accompagnando di peso una ragazza fuori dal locale perché sorpresa in bagno in compagnia di ben 3 tipi, con cazzi in bocca e vestiti praticamente slacciati. La riconosco: è una delle mie amiche. Cerco di farmi spazio in mezzo al casino e corro subito da lei.

Mi racconta che ha incontrato un suo amico, che lui le ha offerto un drink, poi due, poi i drink sono diventati tre. Lei non è abituata a bere molto, così la testa ha cominciato a girare. Il mitico nel frattempo ha avvertito anche i suoi amici, che li hanno raggiunti. Sono in tre. Partono le scommesse. Chi beve più shot vince. Lei perde. Pegno: si toglie le mutande, che vanno a finire nella tasca dei pantaloni di uno dei ragazzi. Perde ancora ma stavolta si fa più pesante. Vanno in bagno e comincia la competizione.

Il buttafuori è incazzatissimo, più nero di quanto non sia già. A me viene soltanto da ridere. Altro che essere sbattuta fuori… Premio alla resistenza! Tra l’intimo disperso e le macchie sospette sul vestito della mia amica, riesco almeno a ricostruire un po’ cos’è successo.

Non riesce molto a parlare, anzi, non capisce praticamente niente, reattività annullata… l’unica cosa che arriva a dire è: “voglio il pigiama”. Se il pisello ti fa questo effetto, cara amica, non so proprio dove abbiamo sbagliato. In ogni caso, una volta insieme, la riportiamo tutte a casa, la prepariamo per andare a letto e le rimbocchiamo le coperte, con la speranza che i suoi non ci sentano.

In tutto questo, però, quello che ancora non mi è chiaro e come mai l’omone nero abbia reagito così. Infondo la mia amica stava solo facendo del bene, no?

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