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Che il web sia una fonte inesauribile di informazioni, notizie e intrattenimento di vario genere è qualcosa che ormai fa parte del quotidiano di qualsiasi persona.

Tra computer, smartphone, tablet, etc. passiamo praticamente il 100% della nostra vita connessi ad internet, senza mai realmente padroneggiare lo strumento che abbiamo in mano.

Partendo da Facebook fino ad arrivare alla parte strana di YouTube, credo sia impossibile conoscere ogni angolo remoto dell’universo internet, ne tantomeno descriverlo in un solo articolo.

Per comprendere la nascita e lo sviluppo di questi generi, bisogna quindi fare un paio di premesse risalendo alle radici che questi hanno al di fuori della rete.
Partiamo dal fatto che questi generi non si sviluppano solamente a livello musicale ma l’immaginario che li contraddistingue viene chiamato Post-Internet, ovvero, (in breve) fanno parte di un movimento critico/artistico, i cui temi girano intorno a ciò che descrive la rete a seguito della sua grande diffusione (legata al dilagare dei social) dove questa diventa uno stato mentale, strumento di uso quotidiano praticamente obbligatorio.
A livello artistico, il movimento post-internet si pone come evoluzione della net art (opere legate all’utilizzo della rete), a livello teorico/filosofico, si avvicina ai concetti di Società Liquida di Bauman. A livello musicale, il movimento si sviluppa tramite subculture vive online.

Primo filo conduttore individuabile per risalirne alle radici, è senza dubbio il genere Ambient, che si concentra sul desiderio di descrivere paesaggi sonori creando un’atmosfera. Sul trasportare, quindi, l’ascoltatore al di fuori del proprio mondo e immergerlo descrivendo una visione in musica.

Da dove nasce tutto? Lo spostamento progressivo dei movimenti verso l’online comincia con la prima diffusione di internet, verso la fine degli anni ’90, e con la creazione delle prime comunità online come reddit, 4chan, Tumblr, Bandcamp e SoundCloud.
Questi luoghi di ritrovo virtuali sono diventati le maggiori piazze riguardanti il campo musicale, facilitando discussioni e scambi di idee.

Ognuno di questi sottogeneri nasce un po’ dalla voglia di sperimentare e un po’ per scherzo, con la voglia di prendersi sul serio e anche no che contraddistingue la maggior parte delle personalità dei progetti nati online.

Primo tra questi generi che si sviluppa a metà tra il web e non è la chillwave:
a volte chiamata anche glo-fi, subisce le influenze di generi come ambient, dream pop, shoegaze e trip-hop per creare canzoni dalle atmosfere “sognanti” e “nebbiose” ricolme di ricordi e nostalgia. Spesso sfuocate (o lo-fi) con un’estetica da “camera”, nella chillwave è ricorrente l’uso di una grossa varietà di synth elettronici, clip audio/samples, riverberi, arpeggiatori, sequencer e drum machine.

Il genere si sviluppa, quindi, sia online che offline, dando vita a diversi sottogeneri, ognuno con un proprio feel ed una propria estetica, di cui il primo tra questi ad aver avuto un grosso seguito online è stata la witch house.
Un genere basato su un’estetica visiva e musicale dalle tonalità “occulte” e “oscure”, le cui sonorità sono fortemente influenzate da panorami musicali “dark”, sperimentazioni industrial e noise, elementi chopped and screwed (loop/sample rallentati), dall’uso di synth, drum machine e linee vocali fortemente alterate in modo da suonare eteree e incomprensibili.

La parte estetica include richiami all’occulto, alla stregoneria, artwork ispirati all’horror, collage di fotografie e elementi tipografici come simboli Unicode (†‡†).

Molti lavori comprendono temi tratti da film dell’orrore anni 60/70/80, dalla serie tv Twin Peaks, e celebrità pop mainstream. Gli elementi Unicode spesso includono triangoli e croci, elementi che possono essere visti come un metodo per mantenere la scena quanto più underground e difficilmente raggiungibile su Internet.

https://aaimon.bandcamp.com/
http://www.lastfm.it/music/oOoOO

 


Seapunk

Sviluppatosi prendendo altre direzioni ma partendo sempre da board online è il seapunk, un genere formato da beat anni ’90, sample tratti da musica pop dei primi anni 2000 e R&B e ritmi trap rap più recenti, il tutto mischiato ad un’energia narcotica che richiama sonorità new age.

Al di là del classico uso di loop che la fa da padrona e dei richiami ambient, la parte interessante è l’estetica: nasce come trend e meme su Tumblr, diventando in poco tempo realtà riconosciuta.
La parte visiva comprende una varietà di colori tra il verde e il blu che ricordano temi acquatici, nonché riferimenti alla cultura pre-internet degli anni 90, neon sparaflashanti e forme geometriche rotanti.

Elementi e tonalità seapunk vengono in fretta sfruttate a fini commerciali da artisti come Azealia Banks.

[su_youtube url=”https://www.youtube.com/watch?v=yj-xBpQ0CI0″]https://www.youtube.com/watch?v=unN7QvSWSTo [/su_youtube]

Vaporwave

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Più o meno contemporaneamente si sviluppa uno dei generi che più ha avuto successo e continua a riscuoterne: la vaporwave.

Emerso nel 2010 ca., proveniente da sonorità ambient/chillwave, il fine ultimo del feel vapor funge da critica e parodia di una società consumistica, della cultura Yuppie, e della New Age/EDM stessa, mostrando allo stesso tempo un senso di nostalgia e fascino verso il passato.
La vaporwave si caratterizza per l’ampio uso di sample tratti da successi degli anni ’80/’90, dall’elevator music, smooth jazz e lounge. I sample vengono stretchati e alterati, dando così un feel surreale alle tracce.

I due artisti per eccellenza da tenere sott’occhio sono Chuck Person, autore di Eccojams (padre fondatore del genere), e Vektroid (sotto tutti i suoi alias, il più famoso Machintosh Plus).

[su_youtube url=”https://www.youtube.com/watch?v=unN7QvSWSTo”]https://www.youtube.com/watch?v=unN7QvSWSTo [/su_youtube]

[su_youtube url=”https://www.youtube.com/watch?v=YcsYSJwewWk”]https://www.youtube.com/watch?v=unN7QvSWSTo [/su_youtube]

Quelli che vi ho elencato qui sono i sottogeneri più longevi e fruttuosi. Non è raro, girando le varie board, veder nascere un genere dal nulla e vederlo “morire” in favore di qualche altro genere. È stato il destino di generi come oceangrunge, aliencore, solargaze, e se ne potrebbero elencare ancora altri, ognuno nato con una propria ideologia e struttura e poi scomparso nel nulla.

Seguo la crescita di questi generi ormai da un paio d’anni, e che siano critici o semplicemente nati per scherzo, sono tutti piccoli indici di una creatività (anche grezza) che risulta sempre fresca e interessante, e indice importante che un underground inalterato e attivo esiste ancora ed è più vivo che mai.

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