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Cult

Le visioni di Chen Wei: enigmi, misteri e alienazione della club-culture cinese

Imperscrutabile. Misteriosa. Magnetica. Magica.

Scavando fra miti, tipi e archetipi della club culture cinese – reale, immaginata o trasognata poco importa –  Chen Wei si è imbattuto in una dimensione parallela dominata da atmosfere sospese e visioni limbiche, dove tutto sembra fermo, immobile, congelato.

L’effetto? Enigmatico e divergente. Anche perché la dancefloor, intesa come teatro danzante in cui ogni notte va in scena ogni un rito antropologico, dai sabba sciamanici al Paradise Garage storicamente e teoricamente racconta tutta un’altra storia. Non in Cina. Non nelle fotografie di Wei. In cui niente è come sembra, nulla come appare.

In linea con l’illusione sperimentale e le quotidiane alienazioni della società contemporanea, i suoi scatti intrisi di neon vaporosi appaiono catturati in locali notturni mentre la gente fluttua con la musica a palla, quando in realtà sono frutto di uno scrupoloso lavoro di ricerca e rielaborazione plasmato prima archiviando minuziosamente dettagli riguardanti architetture, illuminazioni, etica ed estetica della discoteca, miscelati poi con intuizioni puramente immaginarie e quindi ricostruiti in studio. In altre parole, le sue, “un’importante opportunità per illuminare le stanze buie in cui i giovani cinesi diventano adulti”.

“Per decenni, le scene dei club in Occidente sono state fotografate e scritte su riviste di giovani e di moda, ma ciò non è accaduto in Cina”, dice Wei (1980, originario della provincia di Zhejiang).

“La scena dei locali notturni in Cina è emersa invece solo nei primi anni ’90, come luogo cruciale per la ‘raccolta collettiva’, diventando rapidamente un nuovo punto d’incontro per intellettuali e artisti, in cui scambiare liberamente idee e pensieri radicali… Più tardi, quando il Paese si è aperto al resto del mondo, i club sono diventati più commerciali e meno sovversivi, luoghi di ritrovo per uomini d’affari: andare a ballare ha smesso di essere un atto ribelle”. La tendenza si è ulteriormente evoluta alle soglie del nuovo millennio, definendo i modelli contemporanei. “Oggi la Cina si è risvegliata anche di notte: la scena clubbing è in fermento dalle metropoli fino ai villaggi remoti…”.

Ispirate da Malick Sidibé e Wolfgang Tillmans, con uno straniante twist lynchiano, le sue fotografie  celebrano la libertà della vita notturna e il suo lato più anarchico e rivoluzionario, ma al contempo stagliano ombre misteriose fra le luci stroboscopiche. Come se il vecchio disco-ball catarifrangente  fosse stato rimpiazzato da un’astronave aliena intenta a rapire i clubber del futuro: bagliori nel buio per provare a tappare con un cono di luce quel buco di solitudine nell’immenso vuoto che c’è.

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