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Atmosphere

N-zino’s Atmosphere

By 19/04/2018 Aprile 19th, 2019 No Comments

Mi ritrovai a Salerno, dove conobbi N-Zino.

Lo incontrai al mercato rionale di Salerno, dove le persone, i colori e gli odori contribuirono a regalare a quest’incontro un’unicità tutta particolare. Le preziose esperienze raccontate, intime ed emozionanti, mi riportarono in quegli anni ed in quelle sonorità, con anima e corpo. L’amore per la propria città e la voglia di rivalorizzarne il territorio contraddistinguono questo percorso, intervallato da brani che hanno cresciuto lo stesso N-Zino.

 

Si sente che sta tornando la primavera: i profumi sono intensi, sarà che viaggiare non è mai stata un’esperienza unisensoriale per me, ed è per questo motivo ho deciso di venire qui, al mercato rionale di Salerno. La gente è davvero molta e più mi faccio spazio, più riesco ad avvicinarmi al banco da cui N-Zino sta mettendo dei bei dischi. Un dj al mercato… lui mi sorrise.

“Pensa – mi disse – che io ho scoperto cosa fosse un dj all’età di sedici anni quando, per il diciottesimo compleanno di una mia amica andai in un locale e c’era quest’individuo dietro ad una console, che mixava dei dischi, con analizzatori di spettro e i led che si illuminavano per far ballare la gente. Rimasi scioccato, folgorato. Da quel giorno provai ad imitare quell’individuo, quel dj” In quel periodo si trasferì, rimase sempre a Salerno, e proprio davanti a casa sua aveva sede una radio, che aveva il nome di RADIO FUTURA 2000. Non era nemmeno una radio locale, era semplicemente una radio del rione, che ascoltavano tutti quelli che abitavano nel quartiere.

“Divenni subito amico del direttore artistico della radio”, mi raccontò, e di notte lo raggiungeva in radio. È proprio in quella sede che iniziò a mettere mani sulla strumentazione che ai tempi non poteva permettersi. Quella era la sua palestra, così me la descrisse: la notte, in diretta, si allenava a mixare e si sentiva fortunatissimo, perché dato l’orario, aveva la libertà di commettere qualche errore e sperimentare nuove tecniche, confidando che a quell’ora tutti dormissero…

Dalla radio rionale, alle feste tra amici, alle case private, alle prime date nei locali di Salerno.
“Feci un patto con mio padre” mi disse sorridendo. Con una notevole mix di gioia e di malinconia mi disse che nell’89 il padre gli comprò la sua prima cuffia, i suoi primi technics 1200, una coppia gemella prodotta in serie, insieme ad un mixer, il LEM – che all’epoca era molto quotato. Poi, pensate, tra puntine e giradischi fu una spesa notevole per l’epoca, parliamo di oltre 4 milione di lire…
Il padre gli regalò una parte della somma, mentre dell’altra fecero un patto: stipularono un assegno a scadenza, di 70 giorni per l’esattezza, con il fornitore, ma ormai N-Zino si faceva strada, le voci correvano, ed in meno di 70 giorni riuscì a pagare il tutto. Veniva chiamato per far ballare gli invitati in case private, in localini, ma attenzione: era lui stesso a portarsi tutta la strumentazione necessaria, e non solo quella per mixare i dischi. Portava con sé anche le luci colorate, la stroboscopica, le casse e i dischi per la musica: veniva pagato 200 mila lire a compleanno. Comprare i dischi a fine anni 80 era un film: bisognava mettersi in fila nei negozi e i dischi non venivano venduti a tutti, bensì c’erano le gerarchie. Se in un negozio di dischi arrivavano tre copie dall’America, allora venivano prima messi a disposizione ai dj più famosi della città. E solo se a loro non piacevano, c’era una possibilità di portarsi a casa quel disco.

“La città che mi ha influenzato di più, per la mia formazione musicale fu New York, ma anche Detroit successivamente”; a fine anni ’80 tutto ciò che di interessante arrivava, arrivava dagli Stati Uniti. Ma mi disse anche che fu inevitabile il condizionamento musicale italiano che hanno vissuto tutti i musicisti e disc jockey. In quegli anni e in quel territorio la voce di Pino Daniele era legge: mi disse che quando aveva 8-9 anni aveva un Hi-Fi e si ascoltava tutti gli album di Pino Daniele, soprattutto quando la madre lo rinchiudeva in camera in castigo a seguito di qualche “monelleria”… così lui la definì.

N-Zino si è formato a Salerno: negli anni ’80 le città più attive, le città dei party più importanti erano Napoli e Roma, ma anche tutta la costa romagnola insieme a Jesolo. Gli piacque molto ricordare le prime serate nelle discoteche più attive di quegli anni, e fu proprio al Pacha di Riccione che vide suonare Marco Trani, uno dei dj di maggiore riferimento per la carriera di N-Zino. Si rispecchiava molto in lui, sia geograficamente che

musicalmente. Ma la consacrazione di N-Zino a dj nazionale avvenne grazie alle serate che fece al Ciclope, di Marina di Ravenna, a fine anni 90.

Mi raccontò che nel 97 o 98 N-Zino doveva suonare prima di Lil Lewis, ma Lil Lewis non si presentò. “Feci tutta la serata io, quasi svenivo, e la gente mi faceva le fotografie pensando che io fossi Lil Lewis”, mi disse sorridendo…fu una bella prova. Poi, nel 2004 arrivò all’Ambra di San Teodoro, come dj resident, e l’anno dopo ne divenne il direttore artistico. San Teodoro era un posto effervescente, musicalmente ed artisticamente. Era l’alternativa alla riviera romagnola. Qui N-Zino divenne molto famoso: in quanto direttore artistico riuscì a portare in Sardegna, per la prima volta in Italia, artisti internazionali della scena techno e della scena house. L’Ambra era una discoteca di circa 2000 persone, il pubblico variava dai 25 anni in su, ed ogni notte era una buona notte per ballare.

Finita l’esperienza sarda, nel 2013 tornò a casa, a Salerno. Il boom dell’analogico contro il digitale riscoprivano e rilanciavano il vinile, sia sul mercato che nella moda. N-Zino ama la sua città, il suo quartiere, ma soprattutto il mercato rionale, lo si percepisce persino dal tono di voce con cui mi illustra il progetto “180 grammi”.
Il mercato rionale sta ai centri commerciali, come il vinile sta all’mp3, mi disse. Gli obiettivi di 180 grammi sono due: raccontare la musica analogica e raccontare il mercato rionale. È un progetto di riqualificazione dei mercati rionali, perchè il mercato è l’ombelico del mondo. “Se tu vai in un posto – mi disse – e non hai molto tempo, e vuoi capire quanto più possibile di quel posto, devi recarti in un mercato rionale”. Al mercato si trovano le radici delle tradizioni, dei dialetti, dei profumi del luogo. I mercati sono tutti diversi, da nord a sud. Il progetto inizialmente voleva dare voce a disc jockey locali, accomunati dall’amore per il vinile e per l’analogico, sempre a Salerno… invece dopo pochi minuti di viralità di immagini o registrazioni della prima giornata di 180 gr a Salerno, N-Zino fu contattato da moltissima gente, anche da Canale 5 e dalla Rai. Tutti volevano suonare al mercato ed è così che il progetto 180 grammi si organizzò a tappe, in giro per l’Italia.

Il primo set di 180 grammi è stato organizzato interamente da N-Zino, mi fece ridere quando disse “Ovvio che suonai io per la prima data, anche perché mi presero per un pazzo…un disc jockey al mercato”. In quella data, al suo fianco vi erano gli amici più fidati.

Parlammo molto di 180 grammi, con molta gioia e molta stanchezza: organizzare e tenere in piedi un progetto simile non dev’essere facile, ma fu bellissimo quando mi disse che i set più belli di 180gr sono stati quelli di ragazzi che non avevano mai messo nemmeno un disco in un locale.
N-Zino invece è un disc jockey con una formazione notevole, classe 1971. Gli piace essere influenzato da tutto ciò che musicalmente lo colpisce, dalla techno, all’afro, all’house e al soul. L’house lo ha accompagnato per tutta la sua crescita, soprattutto l’house di Detroit. Ma ricorda anche la minimal, dei primi anni 2000 con Villa Lobos. Eppure solo con 180 grammi N-Zino ha potuto finalmente creare un set che che potesse mostrare la sua grande e variegata conoscenza musicale, mixando un disco con l’altro.

Prima di salutarlo, gli chiesi cosa aveva in mente per il suo futuro. Con gioia e con una certa segretezza mi confessò che il suo sogno sarebbe quello di aprire un club, un club da 200 persone, con un buon impianto e con della musica di qualità… “ma oggi, aprire un’attività è veramente da pazzi”, e sorrise.
Continuammo a parlare, ancora per qualche minuto, riflettendo sulla musica come fattore culturale, ragionando su quanto il concetto di club sia evoluto, cambiato, stravolto nel tempo, o forse dovremmo chiederci se esisteranno ancora i club in futuro…Lo salutai infine, ma non prima di chiedergli uno dei suoi dischi preferiti, e così su due piedi contraccambiò il mio saluto con questo pezzo.

 

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Letto da Pietro Trizzullo e mixato da Dario Frettoli di No Elevator Studio.

Sara Parsani

Sara Parsani

Laureanda presso la facoltà magistrale di Editoria, culture della Comunicazione e Moda presso l'Università degli studi di Milano, Sara Parsani si è sempre occupata della stesura di articoli a tema musicale, come freelance, relaziondandosi direttamente con gli artisti, occupandosi di interviste e di recensioni alle nuove uscite di brani e album. Attualmente vive tra Bergamo e Milano, con partecipazione attiva alla vita notturna proposta dal territorio.

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