News

Nameless profuma d’internazionale

By 13/06/2019 Giugno 19th, 2019 No Comments

Iniziammo a sentire la magia di quella valle non appena superammo le gallerie antecedenti alla vallata. Tutto poi si concretizzò quando scrutammo, in lontananza, gli stage e il luogo dove sarebbe avvenuto il festival. Il fermento sinergico era visibilmente palpabile già diverse ore prima dell’apertura al pubblico. Nonostante le ultime rifiniture ancora in atto e le “ultime corse” in moto si percepiva una strana e inusuale sicurezza mista di serenità. Mi dissi: “Non male come inizio per un festival di questa portata”. Successivamente la riflessione e conclusione venne spontanea: “Solo se organizzi in maniera professionale le cose e ci metti passione puoi permetterti questo lusso”. Era proprio questa la situazione.

Arrivarono le 15:00 in punto. Finalmente le porte si aprirono. Fin da subito un numero considerevole di persone si avviò verso il main stage per prendere i posti migliori. Sotto cassa. La musica pompava a tutto volume e il pubblico si moltiplicava a vista d’occhio fino a riempiere quell’enorme tensostruttura. Pensate che tra le varie sorprese riservate agli ospiti c’erano anche una ruota panoramica funzionante e un’installazione mobile “sputafuoco” direttamente da Mutonia, Sant’Arcangelo di Romagna per essere precisi. La scultura era domata da uno dei suoi costruttori, Shepherds Bush, eclettico artista.

Durante la giornata i guest internazionali si susseguirono sul palco principale mentre nelle altre due aree, con stili musicali completamente diversi, andava in scena tutto il panorama trap/hip-hop/rap nel secondo stage di Radio 105 o la sfera targata Molinari che pompava techno a tutto volume, per gli amanti dell’oscurità. Per essere il primo giorno gli organizzatori di Nameless non si sono risparmiati chiamando gente del calibro di: Don Diablo, Alesso, Achille Lauro, Lost Frequencies e molti altri. Assonnati e cercando di dribblare la folla che si dirigeva verso l’uscita, andammo al nostro splendido Pop-Up Hotel, situato proprio nel campo dietro al main stage. Era un camping deluxe con tende iper spaziose e giacigli di ogni gusto: pensate che alcune di queste avevano anche dei veri e propri letti al loro interno e dei comodini in legno massello. Dunque, dopo aver riconosciuto la nostra tenda con non poche difficoltà (cercate di capirci 😅) andammo a coricarci con la curiosità di scoprire quello che ci attendeva il giorno dopo.

Il giorno seguente, rigenerati dal sonno confortevole donatoci da quelle incantevoli tende, ci spostammo verso l’area interna del festival ma solo dopo aver usufruito dei numerosi comfort del camping: colazione con succhi e frutta, docce con l’acqua calda e servizi igienici in buono stato. Arrivati all’interno ricominciammo il tour alla scoperta di questo mondo incantato. Dopo un paio di giri e qualche birra, notammo subito un pubblico leggermente diverso da quello del venerdì. Probabilmente essendoci ormai ambientati ai luoghi attorno a noi il nostro focus cadde sui tratti somatici del pubblico e sul loro vestiario. Molte persone erano travestite con abiti carnevaleschi e i loro lineamenti ci diedero l’impressione che la maggior parte di loro fossero di origine straniera. Mentre il pubblico catturava la nostra attenzione, sui vari stage si alternavano altri nomi di spessore come: Alison Wonderland, Carl Brave, Ex-Otago, Noyz Narcos, Cat Dealers… Un altro giorno giunse al termine e ritornammo alla nostra confortevole isola. Diversamente dalla sera precedente gli animi dei nostri compagni del camping non erano ancora stanchi e si susseguirono per circa un’ora dei mini after-party fuori dalle tende con casse bluetooth, birre condivise e grandi abbracci.

Arrivò così l’ultimo giorno e con un po’ di malinconia mista a un lieve hangover caricammo le nostre borse in macchina, così da partire al penultimo drop della sera seguente, evitando la carovana umana che avrebbe percorso l’unica strada di ritorno verso Lecco. Riprendemmo posto all’interno del festival. Fin da subito notammo che il volume delle persone era maggiore rispetto ai giorni precedenti quindi, dopo avere salutato i numerosi amici conosciuti durante il festival, che ancora portavano il braccialetto starlight donatogli da UGO presso il nostro stand, ci avviamo a dedicare maggior attenzione questa volta agli artisti che avrebbero completato questi tre giorni di festival. L’attenzione particolare questa volta cadeva sui loro outfit, sempre stravaganti, soprattutto nel backstage del palco di Radio 105, dove sopra tutti spiccava il giovane stilista Domenico Formichetti aka Formy Studio. La notte si avvicinò e con essa la consapevolezza che tutto stava volgendo verso la conclusione, così dopo aver fatto il riepilogo degli artisti dell’ultimo giorno, commentando i vari live e set dei tanti noti nomi: Steve Aoki, Capo Plaza, Dark Polo Gang, Ernia, Bloody Beetroots, ci avviammo verso la nostra macchina in attesa di ritrovare le stesse emozioni e le stesse good vibes nel prossimo festival.

“Good luck Nameless, we hope you’ll have a long life”.

Leave a Reply

Exclamation Triangle Check code