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“Non si muove! Non si muove! che cazzo facciamo??” – “Maledetta tu e la tua vagina!”

By 16/03/2016 Novembre 14th, 2018 No Comments

Quando ero giovanissima lavoravo come fotografa nelle discoteche e questo mi ha dato la possibilità di conoscere molta gente che lavorava come me nei locali, e tutto ciò è stato molto vantaggioso: baristi (free drink come se non ci fosse un domani), buttafuori (che ti facevano sentire più protetta di Saviano), dj\rapper\musicisti (sopportare il loro viscidume mentre ti si strofinano addosso in consolle veniva ripagato da voi là sotto con gli occhi colmi di invidia), etc etc

ma c’è una categoria che mi ha sempre portato sfiga, si sà che da giovani il mondo delle discoteche e il potere sono molto affascinanti e eccitanti, e fu per colpa di questo mix letale che finii in balia dell’organizzatore di una di quelle che all’epoca era un party coi controcazzi a Bergamo.

era bello? no.

allora, era simpatico? mah…

… era affascinante? ma va.

come al solito quando rifletto sul mio passato mi rendo conto di quanto fossi immatura. ma oh, io mi sono divertita davvero. 

fatto sta che avevo un sacco di privilegi e forse era quello di cui avevo bisogno in quel momento. un po’ di frivolezza.

quindi tra bruttezza vs free entry+free drink+sentirsi figa decido che la seconda sarebbe stata la scelta giusta.

ok, questo ragazzo, che per comodità chiameremo T., mi corteggiò per molto molto tempo e questo rese il tutto tanto romantico che dopo un mese mi sono convinta che T. mi piacesse davvero.

mollato il ragazzo che avevo all’epoca, che con molto sdegno continua tuttora a chiedersi come mai ho scelto quel cesso al posto suo, iniziai una relazione piuttosto seria – per i miei standard – con T.

Era abitudine per noi tornare a casa insieme strisciando ogni venerdì post serata e dormire assieme, quel venerdì però c’era anche un mio amico, N., che aveva chiesto ospitalità a T. perché tipico suo era troppo sbronzo per rimettersi al volante.

Così i tre si dirigono verso casa e dopo un paio di chiacchiere la mia voglia di sesso subisce un hype potentissimo quando sono sbronza, anche perché non capisco più nulla e lui sembrava molto più accettabile di quello che era in realtà. Lasciamo il mio amico a dormire sul divano e andiamo in camera.

Snobbiamo il preservativo e solo ora mi rendo conto di che mostro sarebbe potuto uscire dalle mie parti intime se avessimo avuto sfiga, non ho mai rischiato così tanto nella mia vita, e iniziamo a scopare. Nulla di ché sia chiaro, manco quello, però era piacevole avere qualcuno al quale piaci così tanto e che ti fa sentire importante, nonostante tutto era un ragazzo molto dolce e gli volevo davvero bene.

Cerco di dimenarmi sotto di lui per fargli capire che doveva accelerare, e accelera. Funziona! Allora vado sempre più veloce finché non sembro sotto attacco epilettico e lui mi segue. Sempre più veloce, sempre più veloce. Mi ansima forte nell’orecchio e io mi sento una dea del sesso. Il suo respiro si fa sempre più pesante, i suoi occhi sono rossi e urla a Dio, alla Madonna e a tutti gli angeli in cielo. La sua schiena è bagnata e il suo corpo sempre più freddo… Cade da una parte.

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Proprio cade da una parte del letto immobile, con gli occhi sbarrati e non respira più. Gli occhi rivolti verso l’alto e io impotente credo sia morto. Completamente nuda corro a svegliare N. e gli urlo addosso che ho appena ucciso un uomo con la mia vagina. 

Ancora sbronzo e assonnato ride, lo prendo per un braccio e lo porto in camera da letto. Era rinvenuto ma il suo respiro era troppo affannato e riusciva solo a sussurrare

in-far-to

Io non capisco più niente e sono immobilizzata dalla paura, N. corre a prendere il telefono e chiama l’ambulanza. Mentre è al telefono con il centralino del 118 quell’alieno che ho nel letto si riprende, ancora tutto rosso e con il respiro affaticato ci comunica che si è ripreso e ora sta bene.

Io cado a terra esausta insieme a tutta la paranoia che avevo accumulato in quei 13 minuti di paura.

N. torna sul divano bestemmiando che non vuole più vederci.

T. non dà la colpa alla mia vagina assassina, ma io sono davvero preoccupata. Non più per lui, ormai stava bene, ma più per il fatto che lui avendo 6 o 7 anni in più di me ai tempi aveva solo 26 anni circa, ed essere messi così a quell’età mi spaventò molto. Live fast die young di sto cazzo.

Decido così che io e la mia Frizzy Pazzy ci saremmo prese una pausa di riflessione dal mondo degli uomini, mollai T. ma decidiamo di rimanere amici.

Frizzy_Pazzi_Fragola

E ce l’avevamo anche fatta! Finché una sera non mi mise nella lista degli omaggi. Arrabbiata per la figura di merda con la tipa delle liste mi sbronzo come poche volte nella vita finché barcollante salgo in consolle e puntandogli il dito addosso sbiascicando:

tuuu non mi scei mai piasciuto. anzi! sei una cipolla! puzzi!.

Cado dalla consolle e le mie amiche vengono a raccogliermi da terra mentre io farfuglio ancora qualcosa paragonandolo a odori discutibili tipo ‘’ cane bagnato ‘’ o ‘’ cessi della stazione di Bergamo‘’. Non andai mai più a quella serata, ma non mi dispiacerebbe tornarci… Scusa T.! Torniamo amici!

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