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Cult

Nonni-techno, la risposta alle nonne-rave: un’ode ai nuovi guerrieri della notte

Nel pieno flusso della brutale realtà di questo anno di nostro Signore 2019, in cui il politically correct imperversa come una pestilenza e la parità dei sessi è sventolata ad ogni angolo della strada con più costanza di un bandierone allo stadio, potevano essere loro da meno? Rimanersene in disparte a rimbambirsi sotto al subwoofer? O, peggio ancora, rischiare di subire il destino più infame: ballare da soli? Certo che no!

Così, dopo l’irresistibile ascesa delle nonne-rave, puntuale come una cassa in quattro quarti, ecco impazzare la nuova armata delle tenebre: quella dei nonni-techno, tutt’altro che casi umani geriatrici con le rotelle fuori posto, ma anziani felici che hanno scientificamente deciso di sostituire lo spleen fatalista della terza età con la joie de vivre più frivola, stravagante e peccaminosa che solo disco e derivati sanno infondere generosamente.

Fra i prototipi che hanno fatto scuola brilla senza dubbio alcuno la stella Bernhard Enste, ex falegname che dopo aver perso il figlio per una grave malattia decise di stravolgere la sua vita:

“Dovevo cambiare pelle come un dio antico per consacrare il resto dei miei giorni alla festa…”

Correva il 1988, il resto è storia: dopo essersi creato l’alter ego danzante di Komet Bernhard, il suo fisico smilzo, la bocca sganassata e il suo aspetto da satiro ne hanno ricodificato l’iconografia trasformandolo in un mito dei club di Berlino, dove tutti lo conoscono come “Techno Opa”, il nonno techno.

Party, serate, after, open-air: Komet è onnipresente e come un coniglietto della Duracell, una volta azionato è impossibile fermarlo.

“Additivi chimici? No, grazie, mi bastano i baci delle donne! Molti della mia generazione si sono bruciati il cervello…hanno preso droghe pessime e creduto di salvare l’umanità con l’LSD. Ma non ce l’hanno fatta. Ora pensano solo ai soldi e alla pensione, per questo non li si vede più in giro. Io invece ballo per vivere; la vita notturna fa parte della mia strategia di sopravvivenza”.

Eccentrico, sempre premuroso con i compagni di avventure sul danceflooor, Komet è diventato ormai da tempo un fenomeno virale, ma non ha perso la sua spiritualità e il suo senso per il mistico, segni scalfiti da una vita che in passato per lui fu spesso amara: “Io sono come Sisifo, ricomincio sempre daccapo, da sotto” ha sorriso in un’intervista. “Ma ora, se chiudo gli occhi, riesco a essere più indifferente e sereno. Mi sento un tutt’uno con le persone che ho conosciuto e che ho amato, con la mia famiglia, i miei amici. Vado alla deriva, ma in senso buono, e percepisco quanto Berlino mi abbia accolto bene”.

Quindici minuti di warholiana celebrità (forse anche qualcosa di meno) sono bastati invece a Johan de Vries per guadagnarsi gloria sempiterna nell’olimpo dei clubber impenitenti: proprio mentre aveva sfondato da poco ma con grande slancio la soglia delle 80 primavere, l’arzillo nonnetto fu infatti ripreso nel pieno dell’impeto danzante in quel dell’Edit Festival di Haarlem, vicino ad Amsterdam.

Movenze aggraziate, senso del ritmo e dell’estetica, persino il regista del video rimase a bocca asciutta o quasi commentando in presa diretta: “Per forza l’Olanda è considerata il paese numero uno per la musica elettronica. Ballare è nel DNA degli olandesi, guardate come si muove il vecchio!”.

Purtroppo è senza nome il sosia ufficiale di Papa Ratzinger alle prese con le Mitsubishi ingoiate poco prima protagonista di questo prezioso documento alla Street Parade (se avete info a riguardo, sarà un piacere ascoltarvi).

In Italia la categoria è ancora in attesa della venuta del suo profeta, ma ha già individuato il predestinato: 66 anni portati con patto diabolico e quindi ancora piuttosto borderline a livello anagrafico (i sessantenni sono i nuovi trentenni, dicono gli esperti), per Francesco Principato in arte Franchino a tempo debito le porte si schiuderanno ad honorem. Lui intanto non perde né denti né colpi e ad ogni alba che sorge ripete: “Ragazzi smettetela di compiere gli anni perché se continuate così…invecchiate”. Magia.

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