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Resta in Festa e non andartene

Resta in Festa incarna perfettamente tutto quello che la parola meritocrazia rappresenta.

Perché il successo di questa edizione che ha portato complessivamente 22mila persone (in attesa della conferma della questura…) in 4 giorni a Palazzolo sull’Oglio (BS) è il frutto di impegno, sacrifici e dedizione ed è merito del giovane collettivo Linea Catartica. Il festival è un mix vincente dato dalla fantastica location del parco Metelli, ampio giardino pubblico sulle sponde del fiume Oglio e degli allestimenti semplici ma d’impatto (alberi illuminati da par-led colorati) crea la perfetta location di un festival estivo. Sicuramente anche l’abilità nelle scelte artistiche nel costruire una palinsesto diversificato e ben articolato (ogni sera un genere diverso) per tutti i gusti, ha aiutato a far crescere esponenzialmente questo evento anno dopo anno.

Il giovedì, l’onore di aprire le danze sul main stage, l’ha avuto Giorgio Canali, cantautore italiano e storico chitarrista dei CSI (ex CCCP), che con la sua voce calda e baritonale, unita ai testi lucidi e potenti ha scaldato l’atmosfera preparandola all’headliner della serata: Bombino. Cantautore e chitarrista di origine nigeriane, precisamente di etnia Tuareg, è riuscito ad accompagnarci alla scoperta della sua terra e del suo mondo mescolando melodie e armonie della propria cultura con una tecnica chitarristica sopraffina. La serata infine, si è conclusa all’interno nel secondo stage, la tenso-struttura gestita dalla Base, la quale ci ha fatto chiudere la serata saltando a 140 BPM.

Il giorno successivo, dopo una cena di ottimi hamburger di RiF e aver sbirciato nello stage Base cosa stesse succedendo, ci siamo avviati “birretta in mano” verso il main stage, perché di lì a poco avrebbe cominciato il live di Inoki Ness, il venerdì era dedicato all’hip-hop. Dopo il live di Inoki Ness, arrivano le star della serata: gli Onyx. Il pubblico di RiF letteralmente impazzisce quando il loro DJ inizia a “scratchare” mettendo in successione una trentina di pezzi con un tempo medio di riproduzione di 3 sec. Ma il vero climax viene raggiunto quando la formazione newyorkese è completa sul palco. Come ogni sera la serata si è conclusa all’interno del Base stage, dove gli irriducibili della “birretta della staffa” come noi, hanno proseguito il venerdì sera ballando con i ragazzi di Red Moon e il loro dj set trance.

Arrivati alla metà del festival, la soddisfazione degli organizzatori è chiaramente percepibile, soprattutto dopo aver visto la buona risposta di pubblico dei giorni precedenti. Giunto il crepuscolo cominciano i live. L’età media rispetto al giorno precedente cala decisamente, però in compenso l’affluenza già prima dell’inizio dei concerti si avvicinava al sold out. Sul palco in successione si sono esibiti La Municipàl e i Canova; quest’ultimi con il loro indie rock hanno surriscaldato il main stage e gli ormoni di tutte le ragazzine presenti. Per l’intera durata del live si sentiva di sottofondo – e a tratti sovrastando – il pubblico con un continuo accompagnamento sui testi delle canzoni. Si stavano veramente divertendo! Infine, dopo che il concerto è finito, ci siamo spostati, come ogni sera, nel Base stage dove questa volta c’erano i dirompenti ragazzi di Breeze music&cose i quali, oltre ad accompagnare il folto pubblico con il loro sound durante il festival, hanno anche organizzato un afterparty privato in una villa palazzolese per continuare la festa fino alle prime luci dell’alba.

Il tempo e la fortuna erano stati con i ragazzi di RiF ma l’ultimo giorno non sembrava questa la direzione, tanto che gli organizzatori sono stati costretti a comunicare (via social) ufficialmente l’anticipo di tutti i concerti per il rischio maltempo. Essendo domenica il pubblico ha affollato il parco già ad orario aperitivo, dove nel Base stage stavano suonando i Kick che con il loro sweet noise componevano la perfetta colonna sonora del momento. Col buio si aprì il main stage e per la serata conclusiva l’headliner era Franco126. Divenuto famoso iniziando a fianco del suo amico e compagno di crew Carl Brave, per poi intraprendere e affermarsi come solista. Per la presentazione del suo album – Stanza singola – il palco era allestito come se fosse un salotto, con, poltrone, abat-jour che si accendevano ad intermittenza dando un’atmosfera molto calda e accogliente. Fortunatamente anche il tempo ogni tanto aiuta gli audaci e i meritevoli decidendo di premiare i ragazzi di RiF concedendogli così di terminare il live di Franco126, prima di spostarsi nel solito Base stage per la conclusione della serata. Alla soglia della mezzanotte, un violento acquazzone ha colpito l’evento costringendoci a stare rinchiusi nella tendostruttura continuando nelle nostre attività preferite: ballare e bere birra.

Concludendo, dopo aver vissuto questi quattro magnifici giorni a Resta in Festa auguriamo lunga vita e prosperità a questo evento, segnandoci già l’appuntamento per l’anno prossimo dove sicuramente presenzieremo.

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