fbpx
Throwback

Search your soul. Viaggio nello psichedelico mondo della Goa Trance.

By 10/11/2016 Novembre 14th, 2018 No Comments

Costa occidentale dell’India, in un piccolo angolo di paradiso dipinto tra le spiagge chiare di Goa si insedia una piccola comunità hippie, all’inizio degli anni 60.

Poco alla volta la comunità sì allarga e in un contesto di tolleranza dovuto al carattere multiculturale della zona (continuo cambio di domini portoghesi e inglesi) si radica fortemente nel territorio. È così che gli abitanti del posto si abituano alla presenza dei rastoni, alla loro musica psichedelica, all’amore libero sotto le palme da cocco, ai chiloom passati di mano in mano. Con il passare degli anni i figli dei fiori abbandonano i tamburi e i flauti e passano alle nascenti sonorità elettroniche degli anni 80 che amplificano notevolmente il range di possibilità musicali.

exploring-portuguese-goa-beach
Si passa dai suoni reggae/fusion/rock a quella musica nuova, sintetica che stava nascendo in Europa. Verso la fine degli anni 80 Goa diventa un meltin pot di culture da tutto il mondo e da questo calderone nascono suoni unici che attirano i migliori Dj da tutto il mondo. Nacquero le leggendarie feste sulla spiaggia di Goa i “full moon party”: per otto ore uomini e donne ballavano sulla sabbia, mezzi nudi (o nudi), alle più eclettiche e strane sonorità del neonato genere Goa trance.

sunrisephangan_fullmoon_01
Questo era possibile innanzitutto grazie alle nuove tecnologie che permettevano di suonare cassette in sequenza e (soprattutto) all’uso di acidi lisergici (LSD) che permettevano di fondersi con la musica in un tutt’uno fluttuante per ore e ore. Una delle più strane caratteristiche erano i punch, non esattamente quelli del ballo dell’ultimo anno di liceo americano, ma bensì a base di acidi, un miscuglio di varie tipologie di cui tutti usufruivano ampiamente.
maxresdefault-2Anche il modo di suonare tramite i lettori DAT era una caratteristica peculiare di Goa, d’altronde il caldo tropicale rendeva impossibile l’utilizzo dei vinili; chiedere al papà della techno Sven Vath che, arrivato con il suo bagaglio pieno di dischi, non poté utilizzarne nessuno causa scioglimento istantaneo.

maxresdefaultLe feste si svolgevano in spiaggia con qualche arazzo psichedelico e delle luci colorate, qualcosa di molto spartano perché il main guest era la musica che con l’ausilio degli amici acidi permetteva un lungo viaggio interiore. Nei massimi fasti si arrivò anche a 1500 anime danzanti sulla spiaggia al chiaro di luna provenienti da Giappone, Usa, Australia, Europa.
Il fenomeno negli anni novanta si espanse grazie ai dj che visitavano Goa, dando vita ad un asse internazionale Amsterdam-Goa-Tokyo. Anche in Australia si diffuse molto, grazie alla condizioni climatiche assimilabili a Goa che rendevano la festa molto simile a quelle in India. In Australia rimase il carattere non commerciale mentre in Europa si perse e le feste divennero eventi a pagamento come il Voov party o come il più recente Boom party in Portogallo.

boomIl viaggio mistico interiore della Goa è ben spiegato nelle parole di uno dei suoi pionieri e maggiori rappresentanti Goa Gil:

Si usa l’esperienza di musica e danza trance per mettere in moto una reazione a catena nella consapevolezza che parte dall’inizio dei tempi. Sin da allora l’umanità ha usato la musica e la danza per mettersi in comunione con l’universo e lo spirito della natura.

image

Exclamation Triangle Check code