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Viaggio nella Techno, seconda tappa: Berlino

By 12/01/2017 Novembre 14th, 2018 No Comments

Berlino è una città particolare, la sua storia moderna ne delinea un profilo sui generis. È la città che rappresenta la fine della divisione di due mondi contrapposti, la fine di una guerra tra super-potenze che proprio qui scrive il suo capitolo finale, permettendo a Berlino e al mondo di voltare pagina e scrivere una nuova storia.

La città si porta ancora addosso le cicatrici di questo passato che poi tanto passato non è, ciò che rimane del muro ora è poco o nulla e viene immortalato da turisti da tutto il mondo per prendere qualche like sui social. Per chi invece porta dentro i ricordi, anche magari non diretti, è diverso. Loro, i berlinesi, hanno vissuto in una città lacerata in due. Due mondi opposti, vicinissimi, ma opposti. A Est un regime sovietico, a Ovest il sistema capitalista di stampo americano. Capirete da voi che per i ragazzi di Berlino Est non era facile trovare posti dove riunirsi la sera per ballare e divertirsi. Il duro regime costringeva a riunirsi di nascosto in situazione del tutto clandestine. A Ovest la situazione era del tutto diversa e la libertà era di gran lunga maggiore. Per anni queste situazione hanno corso su binari paralleli senza incontrarsi mai salvo poi il 9 luglio 1989 trovarsi, improvvisamente faccia a faccia. Due culture agli antipodi andavano a mescolarsi, essendo state per anni divise.

caduta-muro-berlino (1)

La vicinanza geografica faceva si che la riunione fosse molto veloce perché effettivamente si trattava di ragazzi della stessa città, anche se cresciuti in contesti completamente differenti. La città poi si presentava come un gigantesco puzzle da rifare. Spazi vuoti, immense aree dismesse, zone abbandonate erano sparse ovunque. La scena elettronica europea bussa alle porte e trova nel brulicante e rinnovato tessuto sociale berlinese terreno fertile dove attecchire.

La gioventù di Berlino riunita forma una scena underground tra le più grandi in Europa in pochissimo tempo. La clandestinità, delle feste dei ragazzi di Berlino Est ben si sposa con la voglia di trasgressione dei più emancipati ragazzi della sponda Ovest, in cerca di luoghi dove poter evadere dal mondo circostante. Il tutto si fonde con la night life omosessuale di Berlino tra le più sviluppate d’Europa creando un melting-pot di culture giovanili immenso.

tresor berlin

In questa cultura underground si creano le sonorità della Berlin Techno, tanti piccoli aritisti muniti di arnesi rudimentali quanto efficaci (registratori, sintetizzatori, drum machine) cominciano a produrre una musica per quella nicchia di gente alternativa che mano mano si ingrandisce sempre più. Grazie agli ampi spazi inutilizzati non era difficile trovare delle location adatte e man mano che il genere si espande cominciano a nascere i primi locali techno veri e propri come il Tresor o il Berghain, oggi la vera e propria Mecca dei techno-lovers.

berghain

Berlino presto è diventata un must per chiunque amasse la techno. Con la progressiva commercializzazione del genere (si pensi al film del dj e produttore Paul Kalkbrenner Berlin Calling) la massa di gente che accorre nella capitale è aumentata sempre più fino a costituire un vero e proprio fenomeno di massa. Questo è sicuramente stato un bene per la capitale tedesca che ha visto rimpinguarsi le casse comunali non poco, mentre non per la techno che in quanto genere underground vede minacciata la sua integrità da questo fenomeno. Anche perché gli adepti sono convinti che una volta sfruttata l’ondata di turisti i primi a chiudere saranno i locali techno underground.

Parkett, proprietario e fondatore del Tresor è molto chiaro:

abbiamo una cultura da conservare, non è solo musica è molto di più. Se vieni qui per sballarti e far casino allora non entri.

Anche più severo il Berghain dove, per esperienza personale, posso dire che senza adeguato vestiario total black e mood molto dark non si entra (googleare “come entrare al Berghain” per credere). Nonostante non sia entrato mi trovo in completo accordo con la salvaguardia di questa sottocultura dal fagocitamento turistico. Ah, ultimo suggerimento: anche se seguite meticolosamente tutti i consigli delle guide e siete lì con le fighe dark se volete entrare ricordatevi di non parlare italiano, la nostra fama di cazzoni assoluti ci precede. 🙃